Esercizi di respirazione per rilassarsi: 3 pratiche semplici da provare

“Fai un bel respiro.” È probabilmente uno dei consigli più comuni quando siamo tesi, agitati o abbiamo bisogno di fermarci un momento. Ma cosa significa, concretamente? Inspirare più aria possibile? Respirare profondamente? Contare fino a quattro? Trattenere il respiro? Quando vogliamo rilassarci, possiamo partire da qualcosa di semplice: modificare per qualche minuto il ritmo con cui respiriamo, mantenendo il respiro comodo e senza forzarlo. La ricerca sulla respirazione controllata ha studiato modalità differenti e, soprattutto per le pratiche lente, ha osservato risultati interessanti in relazione a stress e benessere psicologico. Vediamo tre modi diversi per farlo.

“Fai un bel respiro.”
È probabilmente uno dei consigli più comuni quando siamo tesi, agitati o abbiamo bisogno di fermarci un momento. Ma cosa significa, concretamente?
Inspirare più aria possibile? Respirare profondamente? Contare fino a quattro? Trattenere il respiro?

Quando vogliamo rilassarci, possiamo partire da qualcosa di semplice: modificare per qualche minuto il ritmo con cui respiriamo, mantenendo il respiro comodo e senza forzarlo.La ricerca sulla respirazione controllata ha studiato modalità differenti e, soprattutto per le pratiche lente, ha osservato possibili benefici nella gestione dello stress e sul benessere psicologico. Vediamo tre modi diversi per farlo.

1. Rallenta senza contare

È probabilmente il modo più semplice per iniziare. Siediti comodamente e osserva per qualche istante il tuo ritmo naturale.
Poi lascia che il respiro rallenti gradualmente.
Trova un ritmo che riesci a mantenere con facilità.

Continua per qualche minuto. Se ti accorgi che stai facendo fatica a mantenere il ritmo, alleggerisci la respirazione oppure torna per qualche istante al tuo respiro spontaneo.

Quando può essere utile:
quando senti di avere bisogno di rallentare ma non vuoi seguire conteggi o sequenze. È anche una buona modalità per familiarizzare con la respirazione lenta prima di provare esercizi più strutturati.

2. Dai un ritmo al respiro

Per alcune persone contare rende più facile restare sulla pratica. Puoi provare con:

  • inspira per 5 secondi
  • espira per 5 secondi

Continua per alcuni minuti, senza forzare l’ampiezza del respiro. Con questo ritmo si arriva a circa sei respiri al minuto, una frequenza molto utilizzata negli studi sulla respirazione lenta. Se questi tempi non ti risultano comodi, puoi adattarli al tuo respiro, mantenendo un ritmo regolare e facile da seguire.

Quando può essere utile:
quando vuoi dedicarti qualche minuto alla pratica e preferisci avere un riferimento preciso da seguire.

Abbiamo approfondito cosa accade a queste frequenze nell’articolo dedicato alla respirazione lenta.

3. Prova il sospiro ciclico

C’è anche un esercizio un po’ diverso dagli altri. Il sospiro ciclico è stato studiato anche da un gruppo di ricercatori della Stanford University, che lo ha confrontato con altre pratiche di respirazione e con la meditazione mindfulness. Nello studio, il gruppo che praticava il sospiro ciclico ha mostrato un miglioramento dell’umore maggiore rispetto al gruppo che praticava la meditazione mindfulness.

La sequenza utilizzata prevede:

  • inspira dal naso
  • fai una seconda breve inspirazione
  • espira lentamente dalla bocca, senza forzare

Poi ricomincia.

L’espirazione occupa più tempo delle due inspirazioni. Nello studio la pratica veniva eseguita per cinque minuti al giorno per un mese.

Quando può essere utile:
quando preferisci una sequenza guidata e vuoi sperimentare una pratica breve con una struttura precisa.

Quale esercizio scegliere?

La risposta più pratica è: quello che riesci a fare senza irrigidirti per eseguirlo correttamente.
Se contare ti distrae, rallenta semplicemente il respiro.
Se invece un ritmo preciso ti aiuta a rimanere concentrato, puoi utilizzare un conteggio.
Se preferisci una sequenza più definita, puoi sperimentare il sospiro ciclico.

Puoi provarne una alla volta e osservare quale ti risulta più naturale, senza sentirti obbligato a seguire sempre lo stesso esercizio.

Quanto tempo dedicare alla pratica?

Nello studio sul sospiro ciclico, per esempio, i partecipanti praticavano cinque minuti al giorno. Altri studi sulla respirazione utilizzano tempi e modalità differenti.

Per iniziare puoi quindi ritagliarti qualche minuto, senza preoccuparti di raggiungere una durata precisa. Puoi scegliere un momento tranquillo della giornata e osservare come ti trovi durante la pratica.

Rispettare i segnali del corpo

Se durante un esercizio avverti vertigini, disagio o senti che il respiro sta diventando faticoso, lascia il conteggio o la sequenza e torna al tuo respiro spontaneo. Le pratiche più intense appartengono a un territorio diverso da quello degli esercizi semplici proposti qui e possono richiedere indicazioni più specifiche.


Il punto di vista Mindfuland

Durante una giornata passiamo continuamente da una cosa all’altra. Finisce una riunione e ne comincia un’altra. Chiudiamo il computer e siamo già alle prese con la serata. Arriviamo a letto portandoci dietro il ritmo delle ore precedenti. Tra un momento e quello successivo, spesso non c’è niente. Una breve pratica di respirazione può occupare proprio quello spazio.

Possiamo dedicarle qualche minuto dopo il lavoro, prima di iniziare una nuova attività o quando vogliamo prepararci al riposo. E possiamo farlo anche nelle giornate in cui ci sentiamo bene, scegliendo di dare al respiro uno spazio preciso nella nostra routine.

Scritto da: Mindfuland Editorial Team

 

Fonti

  • Balban, M. Y., Neri, E., Kogon, M. M., et al. (2023). Brief structured respiration practices enhance mood and reduce physiological arousal. Cell Reports Medicine, 4(1), 100895. DOI: 10.1016/j.xcrm.2022.100895.
  • Fincham, G. W., Strauss, C., Montero-Marin, J., & Cavanagh, K. (2023). Effect of breathwork on stress and mental health: A meta-analysis of randomised-controlled trials. Scientific Reports, 13, 432. DOI: 10.1038/s41598-022-27247-y.
  • Russo, M. A., Santarelli, D. M., & O’Rourke, D. (2017). The physiological effects of slow breathing in the healthy human. Breathe, 13(4), 298–309. DOI: 10.1183/20734735.009817.

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